Il serpente torna a pungere la Turchia

Sarebbe intellettualmente disonesto ridurre la Turchia contemporanea al suo volto oscuro e islamista. Ma è anche difficile negare che alcuni passi intrapresi dal premier Erdogan non vanno nella direzione più rassicurante. Ultima, l’eliminazione del bando del velo islamico nelle scuole elementari e medie. Il momento è di quelli storici. La Turchia manda in soffitta (per ora parzialmente) un divieto in vigore, di fatto, da più di ottant’anni e imposto, per legge, nel 1982 con la Carta costituzionale voluta dal generale Kenan Evren, ispiratore e guida del “colpo di stato democratico”.
23 AGO 20
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Sarebbe intellettualmente disonesto ridurre la Turchia contemporanea al suo volto oscuro e islamista. Ma è anche difficile negare che alcuni passi intrapresi dal premier Erdogan non vanno nella direzione più rassicurante. Ultima, l’eliminazione del bando del velo islamico nelle scuole elementari e medie. Il momento è di quelli storici. La Turchia manda in soffitta (per ora parzialmente) un divieto in vigore, di fatto, da più di ottant’anni e imposto, per legge, nel 1982 con la Carta costituzionale voluta dal generale Kenan Evren, ispiratore e guida del “colpo di stato democratico”. E’ tutto qui il paradosso turco: più si democratizza e si apre alle libertà personali, più si islamizza e vira sulla sharia. “Alla fine indosseranno il burqa”, scriveva ieri il quotidiano della sinistra laica Cumhuriyet.
L’opposizione secolarista accusa il premier Erdogan, che aveva già revocato il divieto di indossare il velo islamico nelle università, di avere un’“agenda occulta” di reislamizzazione del paese, in contrasto con i principi dello stato indicati dal padre della Turchia moderna Mustafa Kemal Atatürk, il cui retaggio è già in corso di dismissione, pezzo dopo pezzo. La Costituzione laicista del generale Evren rappresenta quanto di più inviso al partito di Erdogan, anche perché fu proprio lui a bandire il velo islamico dalle università. Con la sua retorica da discepolo kemalista che vedeva nei generali “i guardiani del paese”, Evren disse: “C’erano una dozzina di veli nel 1980, oggi sono migliaia, domani decine di migliaia. Devi spezzare il serpente mentre dorme prima che ti punga”. La riammissione del velo a scuola è certamente un fatto di libertà civile, ma indica il movimento storico intrapreso dal gruppo dirigente di Ankara, erede di quella grande “sintesi islamico-nazionalista” varata negli anni Ottanta dall’ex primo ministro e presidente della Repubblica Turgut Ozal, ovvero l’avvicinamento della Turchia ai poli mondiali dell’islamismo (Fratelli musulmani egiziani, wahabismo saudita, khomeinismo iraniano e Pakistan). Dall’Egitto alla Turchia, i grandi paesi islamici sono attraversati da una seducente e irresistibile voglia di sharia.